Ci sono state 2 indagini nel 2012, un monitoraggio chimico e un'indagine epidemiologica. Entrambe hanno portato prove evidenti.
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Dalla seconda perizia emergono 11.550 morti in totale, con una media di 1.650 morti all‘anno, soprattutto per cause cardiovascolari e respiratorie; un totale di 26.999 ricoveri, con una media di 3.857 ricoveri all‘anno. Il collegio peritale ha risposto indicando nella fattispecie una forte evidenza scientifica per la mortalità e per numerosissime patologie, evidenziando che L‘esposizione continuata agli inquinanti dell‘atmosfera emessi dall‘impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi dell‘organismo umano che si traducono in eventi di malattia e di morte.
Si pensi solo che per quanto concerne la diossina gli impianti dell‘Ilva ne emettevano nel 2002 il 30,6% del totale italiano, ma che poi nel 2006 la percentuale sarebbe salita al 92%.
Il Gip scrive che «Chi gestiva e gestisce l‘Ilva ha continuato in tale attività inquinante con coscienza e volontà per la logica del profitto, calpestando le più elementari regole di sicurezza».
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Tratto da: Una città tarantolata (e avvelenata) Marcello Adriano Mazzola - Il Fatto Quotidiano

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